Allarmi pressometrici: cosa sono, quali vantaggi offrono, come funzionano

La nuova era dei sensori per allarmi a pressione

Gli allarmi pressometrici sono state fra le tecnologie più diffuse per la sicurezza delle strutture edili fin dagli anni Ottanta. Tuttavia, queste soluzioni avevano un limite importante: in un buon numero di casi, il segnale veniva attivato malgrado non venisse poi riscontrato alcun tentativo di intrusione. Nel corso del tempo, le nuove tecnologie a contatto e a infrarossi hanno, dunque, offerto maggiori garanzie e sono riuscite a imporsi sul mercato del residenziale confinando i sensori a pressione in una nicchia ristretta di applicazione. Nel concreto, per decenni, questi sistemi sono stati quasi del tutto limitati alla protezione di caveau e ambienti a tenuta stagna. Oggi, i nuovi sviluppi consentono l’installazione in un più ampio spettro di circostanze. Per maggiori dettagli e per valutare quest’opzione, contattateci tramite il modulo di posta elettronica. Di seguito, entriamo nel dettaglio degli allarmi pressometrici.

Dettagli sul funzionamento del sensore a pressione

Gli allarmi pressometrici utilizzano un trasduttore che misura la pressione di un ambiente chiuso e attiva un segnale acustico a fronte a una variazione significativa di questo dato. In altri termini, una volta chiuse le finestre e le porte di casa, il dispositivo registra il livello di pressione nell’area. Nel caso in cui qualcuno apra una porta o una finestra senza aver disattivato l’impianto, il dispositivo si renderà conto della differenza di pressione all’interno dell’ambiente e, dunque, invierà un segnale per far scattare l’allarme acustico.

I vantaggi dei sistemi di allarme a pressione

I vantaggi di questa tecnologia vanno dalla sicurezza su perimetri molto ampi fino alla difficile manomissione. La logica di funzionamento è semplice quanto efficace. Inoltre, ha il merito di riuscire a mettere in sicurezza ambienti particolarmente ampi (fino a 400 metri quadri). Il sistema di controllo è invisibile (i sensori possono essere posti sotto il massetto del pavimento). Infine, a differenza di altri dispositivi, la manomissione non è per nulla agevole data la posizione dell’impianto.

La variabile della sensibilità del sistema d’allarme a pressione

Come accennato in precedenza, il limite dei sensori a pressione in passato era quello di essere suscettibili a numerosi falsi allarmi. In pratica, una vibrazione dovuta al passaggio di un mezzo pesante sulla strada, uno spiffero d’aria, l’intrusione di un insetto o qualsiasi altro fattore che potesse causare una differenza di pressione interna era sufficiente per inviare l’impulso elettrico e attivare il segnale sonoro. I dispositivi di nuova generazione promettono di avere la capacità di misurare solo in caso di variazioni significative della pressione ambientale. Tuttavia, la valutazione della soglia di attivazione deve essere oltremodo accurata.

Progettazione e installazione dei sistemi a pressione

Data la sensibilità delle tecnologie e il rischio di ripetuti falsi allarmi, l’installazione dei sensori a pressione deve essere ponderata tenendo conto delle caratteristiche della struttura. Per esempio, in un’abitazione adiacente a strade molto trafficate e con infissi obsoleti questo tipo di allarme potrebbe non essere il più idoneo. Allo stesso tempo, anche qualora sussistessero le condizioni per l’installazione, le operazioni devono essere portate a termine da un’impresa con un solido background.

Per maggiori informazioni sui sensori a pressione, non esitate a scrivere e a confrontarvi con lo staff